Premessa
Costruire un modello navale è più facile di quanto si creda, soprattutto se si dispone di una scatola di montaggio di buona qualità e di un po'' di pazienza. Si può dire che i vari modelli disponibili, infatti, sono tutti ugualmente "difficili" da costruire e differiscono tra di loro solamente per il tempo richiesto per completarli. Per iniziare converrà quindi scegliere un modello di dimensioni piccole o medie, in modo da poterlo finire in tempi abbastanza brevi  ricavandone subito la giusta soddisfazione.


Compresi bene i metodi di costruzione dello scafo e dell'alberatura (che sono gli stessi per navi di qualsiasi dimensione e complessità) si potrà passare a modelli maggiori che saranno quindi più lunghi e complicati da costruire, ma non più "difficili".
Il ogni caso, poiché il grosso del valore di un modello finito dipende dalla manodopera (la vostra) spesa nella costruzione, è meglio impiegare tale lavoro fin dall'inizio su un materiale di buona qualità in modo da ottenere, anche la prima volta, un buon risultato.
In Italia vengono prodotte ottime scatole di montaggio di navi antiche, che vengono esportate in tutto il mondo. Le marche migliori sono la MAMOLI  e la COREL di Milano, la ditta AMATI di Torino, la MANTUA MODEL di Mantova, ciascuna con un ampio catalogo di modelli dove non sarà difficile trovare quello più adatto ai vostri gusti e alle vostre tasche.

Quanto ai modellisti che desiderano costruire un modello acquistando il solo disegno, è giusto metterli in guardia su alcuni aspetti spesso sottovalutati: i disegni disponibili sono gli stessi inseriti nelle scatole di montaggio e quindi da essi non si possono ottenere modelli migliori o più completi, a meno di non integrarli con modifiche proprie, non sempre corrette.
Inoltre gli accessori previsti dal disegno non sono sempre disponibili sciolti e, in ogni caso, costano molto di più che acquistandoli in blocco nella scatola. Infine, acquistando tutto sfuso mano a mano che si procede nel lavoro, si acquista sempre molto di più di quello che serve con una spesa finale spesso molto elevata.
In definitiva chi vuole avvicinarsi a questo hobby senza eccessivi problemi, farà bene ad acquistare una buona scatola di montaggio e limitarsi a costruire il modello seguendo fedelmente le istruzioni, lasciando la costruzione "integrale" solo a chi è veramente esperto o a chi desidera costruire un modello non disponibile in commercio e quindi unico e ricavato magari da fonte storiche ufficiali. In tal caso, oltre a quello della costruzione vera e propria, si avrà anche il piacere della ricerca storica e dell'analisi della tecnica degli antichi costruttori di navi!

A completamento delle istruzioni  normalmente comprese in ogni scatola di montaggio, diamo qui di seguito alcuni ulteriori consigli che, secondo la nostra esperienza, possono rendere più semplice e spedito il lavoro del principiante.
 

Attrezzi


Gli attrezzi necessari sono semplicissimi: un coltello a lama tagliente, un paio di pinzette, carta vetrata di varie grane, un piallino, colla vinilica. Molto utile può rivelarsi un piano di legno, da usarsi come vassoio e tavolo da lavoro. Servirà a trattenere trucioli e tracce di colla e, al termine del periodo giornaliero dedicato alla costruzione, basterà sollevare e riporre il vassoio, con tutto il suo contenuto, evitando noiosi spostamenti e travasi.
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Utilissimo, infine, sarà un particolare attrezzo che chiameremo "lisciatoio" e che occorre costruirsi da soli: in pratica un pezzo di legno levigato, lungo circa 30 cm. sul quale avremo incollato una striscia di carta vetrata. Diventerà una specie di lima (fig.3) e sarà molto comodo per lisciare piccoli pezzi (semplicemente passandoglieli sopra) e per lavori di rettifica dello scafo, come vedremo in seguito.
 
 
 
Montaggio dello scheletro (chiglia e ordinate)

Il modello di una nave antica si costruisce, nel modo classico, montando i listelli di fasciame uno ad uno, come nella nave vera. Si comincia studiando bene il disegno e il contenuto della scatola, individuando i vari pezzi e provandoli a secco,eseguendo, se è il caso, piccoli aggiustamenti . Incollate le ordinate sulla chiglia, queste potrebbero non essere correttamente allineate. Utilizzando il lisciatoio si potrà allora lisciarle perfettamente, eliminandone gli spigoli  finché un listello, posato a secco per prova, non seguirà l'esatta curvatura dello scafo.

Se qualche ordinata sporgerà in fuori si provvederà a lisciarla ancora (fig. 3); se invece qualcuna sarà rientrante, si potrà aggiustarla aggiungendo un pezzo di listello al bordo,  incollandolo e raccordandolo a dovere.
La fig.7 mostra uno scheletro ottimamente rifinito e pronto per ricevere il fasciame. A prua e a poppa si possono disporre dei blocchetti di legno pieno che, ben raccordati, offriranno maggiore appoggio ai listelli in queste posizioni difficili. (Fig.6) navale7_1.gif (15820 byte)

Posa del fasciame e finitura
I listelli di fasciame possono essere ottimamente curvati con una candela: bagnate il listello superficialmente (per esempio immergendolo un momento in una bottiglia piena d'acqua) e poi, tenendolo tra il pollice e l'indice, tenetelo sopra una candela curvandolo lentamente. Il calore generato dalla candela basterà a curvarlo a piacere mentre la bagnatura superficiale, oltre a creare il vapore ammorbidente necessario per la curvatura, eviterà che si bruci. Ovviamente attenti a non scottarvi!

Prima di essere curvato però, il listello deve essere "rastremato", cioè una o tutte e due le estremità devono essere assottigliate per chiudersi perfettamente sulla curvatura dello scafo, come sulla cassa di un mandolino. La rastrematura va fatta in modo simmetrico su una fiancata e sull'altra, con l'aiuto di un pialletto, provando e riprovando il listello a secco, prima di incollarlo. Se la rastrematura è sbagliata, a volte si può rimediare anche a incollatura avvenuta, tagliando l'eccedenza con un tagliabalsa.


Conviene installare uno o due listelli per lato iniziando dall'alto e posando il primo listello seguendo la curva del ponte superiore. Lavorate lentamente, togliendo i listelli sbagliati piuttosto che persistere nell'errore.
I listelli incollati vanno fissati temporaneamente con degli spilli che poi andranno tolti a colla asciutta (non occorre perciò piantare del tutto gli spilli; sarà più agevole toglierli).
Sconsigliamo di usare chiodini da lasciare in loco perchè sarebbero sempre fuori scala. Nella realtà, inoltre, i chiodi erano sempre annegati nel fasciame e coperti da tappi di legno che li rendevano invisibili e poco attaccabili dall'acqua di mare.
Di seguito  potete vedere un fasciame di prua perfetto, con i listelli ben rastremati e simmetrici.



A lavoro finito lisciate lo scafo con carta vetrata o, meglio, con una scheggia di vetro, togliendo tutta la colla eccedente. Sul legno macchiato di colla non attecchiranno né cere né mordenti, rovinando notevolmente il modello con inestetiche macchie.
Finito lo scafo, alberi compresi, e prima di iniziare il montaggio del sartiame, passate tutto con un mordente all'anilina, se volete scurire il legno, e infine rifinite con una normale cera da mobili o da parquet, che luciderete con un panno o una spazzola. La cera darà un bel colore ambrato al legno e lo conserverà sempre morbido e libero di deformarsi. Una crosta di vernice trasparente, invece, si seccherà e ingiallirà, generando col tempo inestetiche crepe.
A proposito di colori, tutte le navi militari erano dipinte a colori anche vivaci. La VICTORY, ad esempio, celebre ammiraglia della marina inglese ai tempi di Nelson, era dipinta di giallo a bande nere, mentre l'interno dei portelli dei cannoni era rosso vivo.

Cordami
Poco c'è da dire sul montaggio del sartiame, se non di seguire attentamente le istruzioni, montando un cordino alla volta e cercando di capire la funzione e il percorso di ciascuno di essi. Si usa filo di cotone ritorto di vari spessori, magari colorato nel tè per dargli il colore della canapa.
Le "corde di una nave si distinguono di due tipi: le manovre dormienti e quelle correnti. Le manovre dormienti sono quelle che servono a sostenere gli alberi e i pennoni e che normalmente NON  vengono fatte scorrere durante la navigazione. Di solito sono fatte di cavetto nero, perchè nella realtà erano ricoperte di pece per proteggerle dall'acqua di mare. Il cavo può essere scurito, una volta montato, con nero di china o con il "Nero Diavolo" un colorante per le tomaie delle scarpe.
Fanno parte delle manovre dormienti gli stralli, le sartie, i sospensori dei pennoni, le drizze, le trozze.Molti di questi cavi erano molto grossi e protetti contro lo sfregamento da un altro cordino avvolto tutto intorno alla zona pericolosa. Anche tutta questa "fasciatura" era ricoperta di pece e quindi nera.
A proposito delle sartie (le scalette di corda che servivano ai marinai per arrampicarsi sugli alberi) sarà bene costruirle in opera, una ad una, fissando i nodi con un po' di colla. Il cavetto può essere irrigidito in punta con un po' di colla, diventando così una specie di ago che faciliterà il lavoro.

Le manovre correnti, invece, sono quelle, come dice il nome, destinate a scorrere spesso tra bozzelli e carrucole per la manovra delle vele e dei pennoni. Solo quindi di cavo di canapa color naturale.

Vele
Sui modelli più impegnativi di solito non si montano le vele, per non appesantire l'alberatura con altri intrichi di cavi (quelli destinati, appunto, alla manovra delle vele) e per non nascondere poi, proprio con le vele, quasi tutto il lavoro fatto.
Volendo montarle ugualmente,si potranno costruire con un tessuto di cotone molto sottile detto "pelle d'uovo", oppure ordinare già fatte ma un po'' più grossolane). Sulle vele vanno fatte cuciture allineate ogni centimetro circa, per simulare i ferzi, cioè i teli che, cuciti insieme, le formavano nella realtà.
Lungo tutto il perimetro va poi cucito un cavetto. E' a questo cavetto che vanno agganciate le altre corde di manovra, per evitare di strappare la tela. La tela può essere scurita immergendola nel te o nel caffè e poi asciugandola con un fon. Un po'' di appretto e il vento del fon daranno alla vela la curvatura necessaria per simulare quella del vento in navigazione.
Alla fine del lavoro non sarebbe male proteggere il modello con una bacheca di vetro. Così durerà anni sempre integro e perfetto e voi, ammirandolo di tanto in tanto, potrete rinnovare la grande soddisfazione provata nel costruirlo... e pensare soddisfatti al prossimo!